Agriturismo Alveape – Urbino (PU) –

schedavalutazione Alveape
INCOGNITE IN INCOGNITO:

La fama di un ristorante/agriturismo/azienda agricola recondito in mezzo alla campagna chiamato Alveape ci attira come (doverosa metafora) api sul miele: è infatti situato in quel de le Cesane, tra i boschi Urbinati, in Via Montebagno n.8 e cucina solo su prenotazione o per particolari eventi (tipo cena-concerto alternativo o cene inframmezzate da lezioni d’arte).
Ci rechiamo in loco con alcuni amici e, a causa di questo, non abbigliati con la nostra uniforme da critici culi-in-aria nochè sprovvisti di sadico blocchetto critiche (che però, ancora non lo sappiamo, non ci servirà).

C’è, come dicevo, la possibilità di prenotare decidendo il menù e, per l’appunto, scegliamo di provare il così detto “giro pizza” ovvero (come direbbe Carlo, il proprietario) “io faccio le pizze a stufo e voi mangiate finchè riuscite”.
Il tutto, compreso coperto e bevande, per un costo di 18 euro.
L’alternativa era un menù composto da antipasto, primo, secondo, dolce e varie ed eventuali. Spesa massima in ogni caso, tutto compreso? 20 euro.
Altra precisazione: tutto quello che mangeremo è il più possibile biologico, a km zero (gli ingredienti vengono direttamente dall’orto, dalle api, dagli animali dell’agriturismo o da produttori del luogo) e fatto in casa.

LA STRADA PER IL PARADISO… NON E’ LASTRICATA

La via per giungere all’Alveape è la tipica strada sterrata di campagna, allietata da canali di scolo rudemente artigianali, e supponiamo anche illegali, praticati da un contadino del luogo.
Percorretela ai 30 all’ora se ci tenete alle vostre sospensioni. Tanto è breve.

Troviamo ad attenderci, davanti la porta, il proprietario (nochè cuoco e pizzaiolo) Carlo e il cameriere della serata Louis i quali ci danno il benvenuto facendoci accomodare.
L’ambiente ci si presenta caldo, accogliente, arredato con la sobrietà di una cascina di campagna con un tocco alternativo e creativo: spiccano tra le pareti gli strani quadri dipinti dal padrone di casa e cattura l’attenzione un divano rosso a centro sala assieme a un “angolo pianoforte” con un piccolo palchetto.

Il tutto è riscaldato da un grosso camino-stufa costruito a mano il quale alimenta anche i termosifoni del complesso.
VOTO: 5/5

CHI BEN COMINCIA… E’ GIA’ MEZZO PIENO (Valutazione e abbuffata)

Il nostro tavolo è già imbandito:  Carlo al telefono mi aveva detto “vi faccio una insalatina come antipasto, dai” e ad accoglierci troviamo piattoni di:

  • insalata di spinaci con semi di sesamo, limone e scaglie di grana
  • insalata di finocchi con arance
  • insalata di verza rossa
  • cipolle in agrodolce.

il tutto accompagnato da spicchi di pizza bianca (alcuni con ciccioli, per la gioia Amsterdamiana) e rossa.
VOTO:3,5/5

Mentre il nostro buon Louis, pacato e cordiale, ci rifornisce di vino (proveniente da un’azienda agricola della provincia), acqua, birra e assiste il pizzaiolo, noi ci concediamo un secondo di pausa lanciandoci occhiate significative da tipici esperti di culi-in-aria che sanno cosa stanno vedendo e cosa stanno mangiando: cibo buono.
Penna Billy questa sera è gioviale ed esclama: “Io starei bene anche solo con questi antipasti” e sorride soddisfatto ammiccando al cameriere.

Ma il tempo per riposarsi è poco e noi non siamo certo tipi da perderci in chiacchere: arriva il primo tris di particolarissime pizze (bianca con alici, cime di rapa, pan grattato e formaggio leggero a dadini). Ci tuffiamo sui vassoi spazzolandoli in men che non si dica.
Notiamo che le cibarie vengono passate dalla finestra la quale si affaccia sulla pizzeria dove Carlo cucina su un ripiano, un forno e un ambiente costruito con le sue stesse mani e l’aiuto di qualche amico.
Siamo ancora li a contemplare la scoperta e sotto il nostro naso sono comparse altre pizze che si susseguono a gruppi di tre:

  • squisito formaggio di mucca locale, funghi e salsiccia,
  • bianca ai formaggi, con miele, pere e frutta a guscio;
  • bianca, patate e pancetta
  • La pizza del colpo di grazia: cipolle fresche, fagioli e salsiccia.

VOTO: 4,5/5

LE PORCHE CONCLUSIONI

Tra un tris di pizze e un altro, il vino e la birra scorrono a fiumi, l’atmosfera è allegra e riesco a trovare anche un attimo di intimità con London e Penna Billy durante il quale dichiariamo la nostra approvazione per il locale. London dichiara “per me c’è.” A significare che l’Alveape ha tutte le caratteristiche per entrare a pieni voti nel nostro blog:
le pizze sono fatte con ingredienti di qualità, servite con abbondanza e vendute per un rapporto qualità/prezzo ottimo.

Giunge, dopo aver issato bandiera bianca nella nostra lotta alle pizze, il momento del dolce: delle semplici Sfrappole con zucchero a velo accompagnate da idromele fatto in casa e mosto di idromele che nessuno di noi aveva mai assaggiato e si rivela dolcissimo e buonissimo (Penna Billy ne finisce qualcosa come due caraffe commentando “è una droga, fermatemi”, London perde conoscenza nel mezzo di una discussione, Amsterdam pianifica la propria ascesa al cielo per berne ogni giorno con il resto dell’Olimpo).
Un fine pasto che, conscio della nostra pienezza, si sofferma più sul bere che sul mangiare: scelta voluta o casuale? In ogni caso, apprezzatissima!
VOTO:3,5/5

Non rimaniamo infine delusi nelle nostre aspettative quando il proprietario esce con un mezzo sorriso dalla cucina depositando in mezzo al tavolo una bottiglia di grappa, conquistandosi persino il bonus digestivo offerto.
Menzione d’onore va ad un’esperienza mistica di Penna Billy al bagno:
“Ragazzi, non ce l’ho potuta fare: il porco che mi guardava…quegli occhi… non ce la potevo fare.”
Si riferiva ad un piccolo maiale di plastica incorniciato a mò di trofeo di caccia sulla parete del bagno il quale fissa l’uomo intento a mingere con occhi sbarrati e, oseremmo dire, ansiosi!

Valutiamo anche l’opzione di fermarci a dormire in una delle camere dell’agriturismo poichè la tentazione di continuare a sbevazzare e ciarlare ci attira non poco… ma le macchine e gli impegni del giorno dopo ci attendono e perciò, dopo aver pagato 18 euro a testa (Penna Billy insisteva per pagarne 20 per poter anche andare a letto con il cuoco) e aver discusso con Carlo i vari procedimenti di preparazione dell’idromele e simili torniamo a casa nostra soddisfatti e con la voglia di tornare in questo piccolo angolo di paradiso per amanti del cibo buono.

RIASSUMENDO:
Chiunque voi siate, per qualunque occasione, se volete mangiare qualcosa di buono, tipico, naturale sentendovi quasi come a casa vostra… Andateci!
Siamo usciti entusiasti da questo posto che rappresenta esattamente quello che andavamo cercando quando abbiamo deciso di scrivere questo blog.

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