Il Girarrosto – Urbino (PU)

girarrostone

Un freddo venerdì sera Urbinate con temperature orrendamente basse ci accoglie mentre ci dirigiamo al Girarrosto, in piazza delle erbe, affianco alla chiesa di San Francesco nel pieno centro della società di Urbino. Un ristorante di cucina tipica del luogo con ricette sottratte al passato e riportate in vita.
Scegliamo questo locale per poter essere in qualche modo utili agli studenti squattrinati della città che vorrebbero mangiare bene e spendere poco.

MEGLIO SOLI CHE MAL  ACCOMPAGNATI (L’Ambiente)

Ci accoglie un ambiente da trattoria di casa: accogliente e pieno di ricordi di una infanzia passata a pranzare dalla nonna.
La cameriera ci scorta verso il nostro tavolo e sfogliamo il menù carichi di aspettative.
A riconferma dello stile “old school” ci viene servito il vino della casa in un fiasco tipico di una cinquantina di anni fa e persino gli interruttori della luce ricordano il passato.

Purtroppo in tale atmosfera casalinga, solitamente allietata dalle farneticazioni della nonna sulla propria morte (se avessimo avuto una infanzia non turbata ci saremmo chiamati “Porco Allegro”), manca una musica di sottofondo, utilissima quando nel locale arriva un’altro cliente solitario che si siede nel tavolo vicino al nostro. Penna Billy commenta “La mestizia” fornendo a tutti voi un quadro realistico dell’atmosfera in cui ci trovavamo.
VOTO: 3,5/5

MA AL GIRARROSTO C’E’ IL GIRARROSTO? (Il Menù)

L’impaginazione della carta delle cibarie incontra un Penna Billy pacifico e incline al perdono il quale lascia passare qualche errore marginale.
Questa bonarietà tuttavia non dura quando, scorrendo tra le pietanze, ci sfugge il motivo per cui nessuno dei piatti del Girarrosto sia effettivamente…arrosto!

I prezzi sono medio alti. Abbastanza da farci decidere di non prendere un primo e concentrarci invece sui secondi:
Fegatelli all’imbriaca (fegatelli in rete, cotti con vino e alloro),e pomodori alla gusutta (alla griglia con lardo speziato) per Amsterdam.
Carni miste alla griglia e verza con patate, per Penna Billy.
Vabè le patate ce le hanno: chiedo se me le fanno arrosto. Hem…Scusi? Potrei avere delle patate arrosto?”
No, purtroppo non le facciamo
[il dolce orsacchiotto coccoloso dentro il signor Billy muore]

Penna si scaglia contro la mancanza dei suddetti tuberi arrostiti e un tentativo da parte di Amsterdam di non farlo scagliare anche contro la Ferilli degenera in un inizio di invettiva contro la povera attrice.

L’attesa dei nostri piatti diventa abbastanza lunga (la cucina ancora non era avviata al nostro arrivo) ma non veniamo disturbati dalla mezz’ora in cui aspettiamo: chiaccheriamo. Sennò andavamo al fast food.
Piuttosto, il tempo ci porta consiglio e decidiamo di ordinare un tagliere di salumi di maiali nostrani per ingannare l’attesa.

DE GUSTIBUS DISPUTANDUM EST (Mangiata e conseguente giudizio)

Tagliere perfetto: tutto quello che potete aspettarvi da un piatto del genere c’è ed è buono.

Tutt’altra storia per i Fegatelli dal sapore molto forte, serviti sopra delle fette di pane: Amsterdam cerca un compromesso per scambiarli con la grigliata di Penna Billy il quale poi li definisce “senza infamia e senza lode” per quanto riguarda il gusto. La presentazione non aiuta il piatto: non scendiamo in complicate descrizioni, lasciando alla foto il compito di parlare per noi.

fegatelligirarrostostronzi
“Hei! Sembra cioccolata..!”

La Grigliata di carni miste prevede due fette di pancetta, una salsiccia e una costarella.
A parte il rapporto “quantità-prezzo” un po’ sbarazzino a nostro parere (12,50 €), non si può dire che la carne sia cattiva, soprattutto assaggiando salsiccia e costarella (la pancetta rimane in secondo piano essendo piuttosto gommosa).

Vittora per la Verza con Patate che si aggiudica il premio “piatto della serata” spiccando assieme al buon tagliere tra la mediocrità del tutto.
Pomodori alla gosutta, dal gusto deciso e abbastanza salati, che si lasciano mangiare ma non spiccano per bontà a causa di un retrogusto amaro dato forse dalla leggera bruciatura dovuta alla cottura alla griglia.
VOTO: 2,5/5

I dolci non ci ispirano molto, e siamo già ampiamente fuori budget, quindi non sperimentiamo.

In uscita dal locale scorgiamo un girarrosto intonso che però ci tranquillizza: “Ah, allora c’è!

LE PORCHE CONCLUSIONI

Giovani, il Girarrosto non ce l’ha fatta. Abbiamo speso circa 53 euro in due, mangiato non proprio bene e neppure piatti troppo abbondanti.

Se siete in cerca di un ristorante tipico di cucina Urbinate questo è forse uno dei pochi rimasti, ma purtroppo non rispecchia i nostri canoni e, complice una serata in cui magari non erano attesi molti clienti, ci ha lasciati un po’ con l’amaro in bocca per quanto riguarda le porzioni e i sapori.
Sfortuna? Disattenzione? La cucina urbinate tradizionale fa schifo? (difficile, questa ultima ipotesi, viste le rimembranze della cucina di nonna).

Indipendentemente dalla risposta, nostro malgrado, siamo costretti a non includere questo ristorante nella nostra porca porchissima lista di ristoranti consigliati.

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