Albergo Ristorante Al Lago – Fossombrone (PU)

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IL TRIANGOLO NO! NON LO AVEVO CONSIDERATO!

Oh Penna portiamo anche lui sta sera?
Lui? Ok ma lo chiamiamo PuertoRico
Meraviglioso!

E’ così che, in quella fatidica nottata, anche PuertoRico si è unito alla nostra grande (?) famiglia:
sfiduciato nei confronti della realtà, espressamente a disagio in quasi ogni ristorante e dotato di diverse turbe psichiche tra cui la paranoia e l’ansia che distingue tutti noi, un vecchio amico come PuorcoRico può dare grandi soddisfazioni al nostro Blog e lo andremo prontamente a dimostrare in questa occasione.

Andiamo all’Agriturismo San Pellegrino, a Calmazzo, vicino Fossombrone! Vi va?” esclama via Ua’zapp! Il nostro formicolante PennaBilly “Ho prenotato per le 21!
Cosa stiamo aspettando? Partiamo!
Ma! Porco di quel ansioso!” proferisce (più o meno queste parole) alle ore 21.20 quando, giunti al locale, troviamo i cancelli del suddetto sbarrati.
Sono sicuro che quella cicciona della cameriera ci sta guardando da dietro le finestre ridendo di noi!” aggiunge mentre, con esperte manovre da ex rallysta, ritorna sulla strada principale per rispondere assieme a Amsterdam e PuercoRico del quesito fondamentale:

DOVE ANDIAMO STA SERA? (Ambiente del Ristorante)

E’ con la certezza personale che questa cosa PennaBilly se la sia legata al dito che, a pochi chilometri dall’agriturismo in questione, verso la ridente cittadina di Fossombrone, troviamo il ristorante “Al Lago” (Via Cattedrale, 124 Fossombrone) che sin dall’adolescenza attirava Amsterdam con le sue luci, l’ampio parcheggio e l’aria da ristorante per famiglie tipico di fine anni ’80: un posto caldo, spazioso, semplice e alla portata di tutti. Sarà davvero così?

Dopo aver posteggiato nell’ampio e semideserto parcheggio (è giovedì sera alle 22, non ce ne stupiamo più di tanto) facciamo il nostro ingresso al Lago: l’ambiente è, per certi versi, proprio come ce lo aspettavamo, solo un po’ troppo…come dire… rosa!
Rosa dappertutto che fa scagliare Penna Billy sul locale con la frase “vorrei trovare qualcosa di bello da dire sull’ambiente ma non lo trovo” (anche a causa dello pseudo-mosaico raffigurante forse le antiche origini del Lago, sulla parete domiante del locale).
Per quanto riguarda Amsterdam, sarà il suo essere in pieno momento revival fanciullesco ma a lui l’ambiete piace: spesse travi di legno sul soffitto, una sala abbastanza ampia con diversi tavoli pronti ad accoglierci, un immancabile televisore che trasmette un film con Christian DeSica, un anziano matto che di tanto in tanto urla e minaccia il cameriere se le porzioni non sono come dice lui.
Il classico ristorante con ampio salone dove andavate a festeggiare la cresima del cugino a 11 anni. Più lo descrivo più mi sembra l’unico modo per definirlo.
VOTO: 2,5/5

SCELTE COMPLICATE (Il Menù)
Ci accoglie un cameriere disponibile e gentile con dei menù che non suscitano in PennaBilly alcuna critica e anzi stupiscono leggermente Amsterdam quando, alla prima pagina, presentano una lista di allergeni e alternative per celiaci (negli anni ottanta, a detta sua, non esistevano celiaci, vegani e compagnia bella e il mondo era un posto di uguaglianza felicità e coniglietti arrostiti saltellanti in mari di insalata ben condita).

I prezzi sono nella media (10/8 euro per i primi, 12 per i secondi) e PorcoRico impiega una decina di minuti a scegliere tra le tante proposte (tra cui diversi piatti al tartufo nero o bianco) ma alla fine anche lui si decide e l’ordinazione finale è:

Tortellini al ragout e palliard di vitello per Amsterdam
Tortellini alla boscaiola e bistecca di manzo per PuertoRico
Gnocchetti al cinghiale per Penna Billy
-Una pizza margherita come antipasto e due porzioni di patate fritte come contorno
-Consuete caraffa di vino della casa e due bottiglie d’acqua.

PorcoRico si erge in tutta la sua utilità  dando il via all’ormai doveroso rito dello scagliarsi su qualcosa: il primo a subire le critiche del nostro novello compagno è il cameriere, colpevole di aver scherzato con lui facendo leva sulla sua indecisione nello scegliere cosa mangiare.
Nei minuti che seguono salva tutti constatando che il vino della casa è color magenta (“sospetto aggiunta di colorante”) ma concede il via libera dopo il primo assaggio: “è molto buono. Sa di pane!

QUELLO CHE SUCCEDE AL TAVOLO ROSA RIMANE AL TAVOLO ROSA (Abbuffata e valutazione)

Nonostante i nostri dubbi sulla bontà di un vino al sapore di pane, questo si rivela abbastanza gradevole e il nostro antipasto a base di pizza arriva al roseo tavolo.
La margherita è leggera, non troppo spessa o troppo fine e, in definitiva, ideale per un antipasto senza pretese.

Nell’attesa dei piatti principali PuercoRico si scaglia anche contro la propria datrice di lavoro, ma è una breve parentesi perchè i primi sono in perfetto orario e lasciano poco spazio alle parole: rimaniamo tutti piuttosto soddisfatti tranne un Puerto  poco contento del sugo alla boscaiola nel quale “non c’era scritto che c’erano i piselli nel menù…a me i piselli non piacciono”.

Poco tempo trascorre prima dell’arrivo dei secondi,  sufficiente però per permettere a un PennaBilly parco di critiche di scagliarsi contro il mosaico del quale cerchiamo di dare una interpretazione artistico-storica.
La palliard di vitello è abbondante e buona (proprio come nei ricordi di Amsterdam quando da piccolo bla bla bla) e un criptico PuertoRico giudica la sua bistecca con la frase “mia mamma la cucina meglio”, interpretabile con un “buona” dopo aver visto il piatto pulito della nostra guest star.
Anche le patatine fritte sono abbastanza abbondanti da mangiarci in tre e il cameriere è subito pronto con l’elenco dei dolci:
Crema Catalana, Tiramisù e PannaCotta al cioccolato sono le nostre scelte.

Parte un momento interessante di riflessione sulla filosofica domanda “è meglio essere la testa del topo o la coda della tigre?” che sfocia nella più pratica considerazione del “chi vede più sterco tra la testa del topo e la coda della tigre?” (non si sa perchè, al momento del dolce, l’accenno alle feci è diventata quasi una costante al pari dello scagliarsi).
A seguire un intricato resoconto di esperienze fa confessare a PennaBilly un innato quanto inspiegabile terrore per il salotto di casa propria e di PuercoRico.
Si spegne anche il condizionatore e piomba un improvviso silenzio nel locale (la televisione era stata messa in “muto” per consentire all’anziano nostro commensale di imprecare senza turbamenti): “Sale la mestizia” è il puntuale commento del Billy.

Due dolci su tre vengono sfortunatamente bocciati: la crema catalana arriva con un poco simpatico sapore di gas (dovuto alla fiamma usata per creare lo strato superficiale di zucchero) che purtroppo rompe il sogno di fanciullezza di Amsterdam, mentre un PorcoRico in pieno delirio di onnipotenza da critiche dichiara la pannacotta “un po’ insipida”.
VOTO: 3,75/5

LE PORCHE CONCLUSIONI

Usciamo dal locale pagando un prezzo di 24 euro a testa che, per tre primi, due secondi, due contorni, una pizza, tre dolci, vino, acqua e coperto ci pare onesto, seppur leggermente sopra il budget del porco ansioso, fissato a 22 euro.

Possiamo sicuramente ammettere il Lago nella nostra ansiosa lista valutandolo come “Un ristorante MEDIO, alla portata di tutti” che non fa urlare al miracolo ma neppure fuggire inseguiti da dei fegatelli dall’aspetto inquietante.
Il Lago è adatto per quasi ogni occasione in cui non abbiate pretese esageratamente alte ma per cui vogliate essere sicuri che nessuno (a parte PuertoRico) finisca di mangiare lamentandosi di qualcosa.

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