Ristorante Pizzeria Il Poggio – Cagli (PU)

ilpoggio
FAMA E FAME

La fama  di un leggendario locale ci conduce in quel di Cagli (Strada Cagli Pergola, 64, 61043 Cagli PU) al ristorante pizzeria Il Poggio.
Leggendario per cosa?
Di base basta una veloce ricerca su gugle per vedere ottime recensioni e ottimi voti a riguardo: porzioni abbondanti, una pasta alla carbonara divenuta mito e un ambiente casereccio come non se ne vedono più.
Sorretti da una fame moderata ci rechiamo al ristorante con i consueti orribili 15 minuti di ritardo e, nonostante sia passata da un po’ l’ora di cena (arriviamo alle 22.00) troviamo il locale piacevolmente pieno.

IMMAGINARIO IMMAGINIFICO (Ambiente)

Come preannunciato, ci accoglie un ristorante in stile cascina di campagna con tipiche occhiate da Far West da parte degli altri avventori appena facciamo il nostro ingresso in sala.
La cameriera viene in pochi istanti analizzata da un Penna come sempre attento ai dettagli: “Presenta una arcata dentale che arreca simpatia ma la fa scendere nel concorso di Miss Italia”. Tuttavia, dopo diversi minuti, la proclama “forse la miglior cameriera che abbiamo avuto fin’ora” per via della sua disponibilità e gentilezza nonostante l’orario e l’alto numero di clienti.

La posizione in cui ci collocano è un po’ scomoda: siamo praticamente in un piccolo tavolo dietro la colonna e fiancheggiamo una delle uscite della cucina. Indistinte le motivazioni di tale scelta, soprattutto considerato che proprio alle nostre spalle c’è un tavolo da almeno 4 posti in cui viene fatto accomodare un anziano intento a leggere la settimana enigmistica.

Pennabilly inizia il suo viaggio immaginifico battezzando il robusto cameriere sulla quarantina “Big Jim” o “Big Wim” il quale “porta i piatti in maniera spettacolare e sfavillante” e, poco dopo il battesimo, si lancia in una interpretazione critica dei quadri alle pareti: “apprezzo il fatto che abbiano provato a stare sopra le righe con quadri fatti da artisti del luogo,attinenti al locale, molto caricaturali…ma devo comunque dire che sono proprio brutti. Quello con Arturo Salmas è il meno brutto ma un’altro, che ritrae Fantozzi (che poi non è Fantozzi, ma il tale che sta leggendo la settimana enigmistica dietro di noi), attira particolarmente l’attenzione e i suoi occhi potrebbero uccidermi dall’ansia che mettono. Ma va bene va bene! Apprezzo il tentativo però denuncio la attuazione: apprezzo che portino l’acqua in Africa… non mi piace che la portino con…dei tubi di pelle di camoscio, per fare un esempio calzante.” (?)
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In realtà, due dei quadri che notiamo sono manifesto delle sfide che il locale offre: il primo (quello con Arturo) rappresenta l’impensabile sfida della carbonara (finisci 1 kg di carbonara, che poi sarebbero in tutto 3 kg di cibo, da solo e vinci una maglietta…e una lavanda gastrica) mentre il secondo simboleggia la sfida dei peperoncini piccanti che però non abbiamo approfondito, non fidandoci di noi stessi e della nostra stupidità.
VOTO: 2.5/5

MENU MERAVIGLIOSO (Il Menù)

L’impaginazione e grafica del menù vengono liquidate dal Penna con una semplice frase sul defecare che però non riportiamo, optando per una più lunga ed esaustiva analisi: “sono fogli infilati in delle buste di plastica sporche di carbonara” ma la scelta è più che ampia ed invitante con primi, pasta fatta in casa, risotti, tagliate, arrosti, grigliate… “c’è una marea di roba” conclude ammirato il nostro addetto ai menù.

I prezzi sono sulla media dei 7 euro sia per i primi che per i secondi.
La nostra scelta ricade su:
Un antipasto di crostini misti,
Una carbonara (doverosa) e degli strozzapreti salsiccia porcini e pendolini come primo,
Tagliata sale e olio e una grigliata mista come secondo.
Il tutto accompagnato da patate fritte, per stare leggeri. Solito quartino di vino, una lattina di coca e l’acqua.

Facciamo dei rapidi calcoli sulla spesa che ci fanno concludere con “meraviglioso, meraviglioso” nonostante una nota Amsterdamiana che recita “forse abbiamo fatto la -corbelleria- di eccedere” tiene tutti coi piedi per terra.
VOTO: 3/5

IMPRESE EROICHE TRA ESSERI LEGGENDARI (Abbuffata e giudizio)

Mentre i crostini misti (salsiccia e mozzarella, prosciutto crudo e formaggio) giunti al nostro tavolo non scatenano esclamazioni di sdegno o intessiture di lodi,
l’imitazione di Fantozzi prende una carbonara grande come se stesso (ancora non lo sappiamo ma è una porzione normale), e ciò ci da lo spunto per disquisire a lungo su una simile figura, concludendo che probabilmente lo fa ogni sera da vent’anni a questa parte…e ha vent’anni.
il-poggioPoco dopo Penna Billy si scaglia contro il piccante, i calabresi e l’anduia mentre Amsterdam, con orrore, scopre che il cameriere potrebbe chiamarsi davvero Big Jim a causa di un cartone di pizza appeso al muro con scritto “disponibili peperoncini Big Jim piccanti e molto pic.”
In tutto questo il FantoAnziano ha già spazzolato la sua porzione di carbonara.

Arrivano anche i nostri primi: le porzioni sono mastodontiche, la carbonara si rivela buonissima con tanta pancetta, pezzi di macinato/salsiccia e una nota di noce moscata che ci fa adorare questo piatto e difenderlo a spada tratta da qualunque critica.
Buoni e abbondanti anche gli strozzapreti i quali, seppur non al livello della carbonara, vengono spazzolati velocemente nonostante la quantità generosa.

Probabilmente sfinito e reso pazzo dal troppo cibo, Pennabilly inganna la breve attesa dei secodi raccontanto di essere incappato per caso (?) in un gruppo Ua’Zapp in cui apparentemente si discute di palindromi e di aver scoperto per l’appunto la frase “è dio lo gnomo mongoloide”.

Con la consapevolezza di non poter vincere lo scontro, ci diamo ai secondi e a una “crescetta” (pezzi di pizza bianca come accompagnamento alla carne) che Penna assaggia descrivendola come “non è rio de janeiro ma c’è un clima fantastico” (credo sia impazzito) mentre impersonifica personaggi immaginari inventati da se stesso.
La grigliata è fatta al momento (in alcuni ristoranti è soltanto riscaldata) ed ha tutto quello che ci si può aspettare da un piatto del genere ma, come i crostini, non brilla per particolare bontà e si mantiene sulla sufficienza.

Amsterdam arranca sopra una tagliata ormai quasi sparita dal piatto anche e soprattutto grazie all’aiuto di Penna Billy, ma ha il tempo di classificarla come “buona, seppur non meritevole di particolari lodi”: sfortunatamente la cottura non è al sangue come l’avevamo chiesta e l’aggiunta di rosmarino avrebbe forse aiutato il piatto.
Stupisce l’incredibile varietà di sali che la accompagnano al tavolo: sale viola, nero, affumicato, con argilla rossa, sale di cipro, il sale della vita…

Poco dopo la fine dei secondi parte una ola nell’affollato tavolo vicino al nostro e ci uniamo nel gesto e nell’ “ooOoOOoOLLEE!” sapendo di non aver nulla da perdere vista la nostra intenzione di assaggiare almeno un dolce: tiramisù con nutella.
Se c’è un modo dolce di morire è quel tiramisù fatto in casa: buono nonostante tutto il cibo già mangiato.
VOTO: 4.5/5

FINALE FANTOZZIAN-RIFLESSIVO o  LE PORCHE CONCLUSIONI

Dirigendoci trascinando le nostre panze verso l’uscita, il quadro di Fantozzi ci ricorda che l’uomo è mortale e auspica al contempo un lieto ritorno a casa, instillando tuttavia nei nostri cuori il terrore di un infarto mentre siamo in macchina per colpa di tutto quello che abbiamo imprudentemente mangiato.
Paghiamo 50 euri (ci fanno lo sconto di 6.50) e decliniamo il digestivo offerto (che implica comunque un punto bonus).
VOTO: 5/5

Riassumendo: abbiamo speso più della nostra soglia di spesa perchè siamo dei maiali orrendi che, ansiosi che le portate non gli bastino, ordinano una marea di cibo, scegliendo anche quello più costoso in menù.
Con una normale scelta dei piatti avremmo speso circa 17 euro a testa e questo è formidabile in un locale dove, con appena 10 euro, potresti tranquillamente essere sazio di una carbonara divina e dissetato da una boccia d’acqua fresca.

Il Poggio ci ha fatto innamorare con la sua semplicità, la bontà della sua superba carbonara, l’affabilità di Big Jim e le creature fantastiche che lo popolano.
Portateci anche il più raffinato borghesotto e godetevi le sue critiche al locale spartano, guardando poi la sua faccia appena assaggia la carbonara (o, alternativamente, appena mette in bocca i peperoncini Big Jim molto pic.).
Se c’è un ristorante che merita a pieno titolo di entrare nel novero dei ristoranti consigliati, questo è il Poggio. Scrivi “Amen” se sei sazio.

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